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Il PNRR in Commissione europea

Cosa prevede e quale iter per il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza
Circolare BFA21.023
Rif. Documentazione Parlamentare Camera dei Deputati

Il PNRR è un programma di investimenti che l’Italia e gli altri stati dell’Unione europea sono tenuti a presentare per accedere al Recovery Fund.

Nel caso dell’Italia lo stanziamento sarà di 191,5 miliardi di euro e le risorse potranno essere utilizzate fino al 2026.

Infatti, il piano prevede un importante pacchetto di riforme, che riguardano, tra gli altri, gli ambiti della pubblica amministrazione, della giustizia e della semplificazione normativa. Le riforme e i corrispondenti investimenti sono suddivisi in sei missioni16 componenti.

Obiettivi e Contenuti del PNRR

ll 30 aprile, il PNRR (Piano nazionale per la ripresa e la resilienza) italiano, nella versione del nuovo testo Draghi, è stato ufficialmente trasmesso alla Commissione europea.

L’esigenza della presentazione del PNRR per l’Italia e i singoli stati europei nasce allo scopo di identificare un insieme di riforme e investimenti per il periodo 2021-2026 in modo da poter accedere ai fondi di Next Generation EU (NGEU), il nuovo strumento dell’Unione europea per la ripresa. 

Il Piano è stato ora presentato alla valutazione della Commissione europea che finirà entro due mesi. La tappa successiva sarà quella dell’approvazione  del Consiglio dell’UE, a maggioranza qualificata, entro quattro settimane dalla proposta della Commissione. La valutazione positiva da parte della Commissione delle richieste di pagamento (che possono essere presentate dagli Stati membri su base semestrale) sarà subordinata al raggiungimento di obiettivi intermedi e finali. Qualora, in via eccezionale, uno o più Stati membri ritengano che vi siano gravi scostamenti dal soddisfacente conseguimento dei pertinenti obiettivi intermedi e finali, può essere attivata la procedura che è stata definita “freno d’emergenza“, chiedendo che il Presidente del Consiglio europeo rinvii la questione al successivo Consiglio europeo.

Il Piano italiano prevede investimenti pari a 191,5 miliardi di euro, finanziati attraverso il Dispositivo per la Ripresa e la Resilienza, lo strumento chiave del Ngeu. Ulteriori 30,6 miliardi sono parte di un Fondo complementare, finanziato attraverso lo scostamento pluriennale di bilancio approvato nel Consiglio dei ministri del 15 aprile. Il totale degli investimenti previsti si attesta quindi sui 222,1 miliardi di euro.

Una parte importante del piano è dedicata all’inclusione sociale e alla riduzione del divario territoriale avendo come beneficiari principali giovani e donne.  Il 27 per cento del Piano è dedicato alla digitalizzazione, il 40 per cento agli investimenti per contrastare i cambiamenti climatici, e più del 10 per cento alla coesione sociale.

Il PNRR contiene al proprio interno  progetti, misure e riforme in aree di intervento riconducibili a sei temi centrali:

  • trasformazione digitale; 
  • transizione verde; 
  • crescita intelligente, sostenibile e inclusiva (tra cui coesione economica, occupazione, produttività, competitività, ricerca, sviluppo e innovazione e un mercato unico funzionante con PMI forti);
  • coesione sociale e territoriale; 
  • politiche per la prossima generazione, infanzia e gioventù, incluse istruzione e competenze;
  • salute e resilienza economica, sociale e istituzionale, anche allo scopo di sviluppare la capacità di reazione e la preparazione alle crisi; 

Il Piano nazionale prevede la coerenza con le sfide e le priorità specifiche per Paese individuate nel contesto del Semestre europeo e con le informazioni contenute nei Programmi nazionali di riforma, nei Piani nazionali per l’energia e il clima, nei Piani territoriali per una transizione giusta, nei Piani nazionali per l’attuazione della Garanzia Giovani e negli Accordi di partenariato.

Le riforme e gli investimenti previsti dal piano sono suddivisi  in sei missioni,  con relative aree tematiche:

La missione 1 “Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura ”  si pone come obiettivo la modernizzazione digitale delle infrastrutture di comunicazione del Paese, nella Pubblica Amministrazione e nel suo sistema produttivo. Una componente è dedicata ai settori che più caratterizzano l’Italia e ne definiscono l’immagine nel mondo: il turismo e la cultura. Tra i temi centrali della missione rientra anche “Transizione 4.0”.

La missione 2 “Rivoluzione verde e transizione ecologica” si articola su quattro punti ed è volta a realizzare la transizione verde ed ecologica dell’economia italiana coerentemente con il Green Deal europeo. Include interventi per l’agricoltura sostenibile e l’economia circolare, programmi di investimento e ricerca per le fonti di energia rinnovabili, lo sviluppo della filiera dell’idrogeno e la mobilità sostenibile. Considera inoltre attività volte al risparmio dei consumi di energia tramite l’efficientamento del patrimonio immobiliare pubblico e privato e, infine, iniziative per il contrasto al dissesto idrogeologico, la riforestazione, l’utilizzo efficiente dell’acqua e il miglioramento della qualità delle acque interne e marine.

La missione 3 “Infrastrutture per una mobilità sostenibile” ha come scopo quello di rafforzare e ampliare l’alta velocità ferroviaria nazionale e potenziare la rete ferroviaria regionale, con una particolare attenzione al Mezzogiorno. Promuove la messa in sicurezza e il monitoraggio digitale di viadotti e ponti stradali nelle aree del territorio che presentano maggiori rischi. Prevede investimenti per un sistema portuale competitivo e sostenibile dal punto di vista ambientale per sviluppare i traffici collegati alle grandi linee di comunicazione europee e valorizzare il ruolo dei porti dell’Italia meridionale.

L’obiettivo  “Istruzione e ricerca” pone al centro i giovani ed affronta uno dei temi strutturali più importanti per rilanciare la crescita potenziale, la produttività, l’inclusione sociale e la capacità di adattamento alle sfide tecnologiche e ambientali del futuro. È diviso in 2 aree e punta a garantire le competenze e le capacità necessarie con interventi sui percorsi scolastici e universitari degli studenti. Supporta il diritto allo studio e accresce la capacità delle famiglie di investire nell’acquisizione di competenze avanzate. Include anche un sostanziale rafforzamento dei sistemi di ricerca di base e applicata e nuovi strumenti per il trasferimento tecnologico.

La missione 5 “Inclusione e coesione” si articola in 3 punti:

  • Politiche attive del lavoro, con focus sul potenziamento dei centri per l’impiego e del Servizio civile universale, sull’aggiornamento delle competenze e sul sostegno all’imprenditoria femminile;
  • Infrastrutture sociali, famiglie, comunità e terzo settore, che spazia dagli interventi per la disabilità all’housing sociale;
  • Interventi speciali per la coesione territoriale che comprende gli investimenti nelle aree interne, quelli per le Zone Economiche Speciali (ZES) e sui beni sequestrati e confiscati alla criminalità.

Ultimo punto chiave nel PNRR è quello “Salute” che è focalizzato su due obiettivi: il rafforzamento della rete territoriale e l’ammodernamento delle dotazioni tecnologiche del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) con il rafforzamento del Fascicolo Sanitario Elettronico e lo sviluppo della telemedicina.

Congiuntamente alle 6 missioni, il Recovery Plan italiano considera tre priorità trasversali: donne, giovani e Sud. Questi tre temi  devono essere contenuti in tutti gli obiettivi del Piano nazionale e  saranno misurati negli impatti macroeconomici, occupazionali e di indicatori BES.

La gestione e attuazione del PNRR

Per la realizzazione del Piano è prevista una responsabilità diretta dei ministeri e delle amministrazioni locali per la realizzazione degli investimenti e delle riforme entro i tempi concordati, e per l’impiego regolare ed efficace delle risorse.  Entrano in gioco anche gli enti territoriali  a cui spettano investimenti pari a oltre 87 miliardi di euro. Il ruolo di gestione dei contatti con la con la Commissione Europea viene assegnato solamente al Ministero dell’economia e delle finanze che deve monitorare il progresso nell’attuazione di riforme e investimenti. 

Le Riforme previste

Contenuto primario del PNRR e dei Recovery Plan di tutti i paesi sono le riforme. 

Quelle previste nel Piano di Draghi sono suddivise tra: riforme orizzontali, abilitanti e settoriali.

Le riforme orizzontali riguardano principalmente Pubblica amministrazione e giustizia.

 

Le riforme del sistema Giudiziario

  • Organizzazione dei processi

Il PNRR interviene sulle misure che interessano l’organizzazione dei processi, in particolare sulla diffusione dell’Ufficio del processo, quale «team di personale qualificato di supporto» al giudice, «per agevolarlo nelle attività preparatorie del giudizio». Il personale dovrebbe essere assunto a tempo determinato (per un triennio) e collaborare con il giudice nelle fasi di «ricerca, studio, monitoraggio, gestione del ruolo, preparazione di bozze di provvedimenti». Al fine di incentivare l’adesione al meccanismo, si prevede la possibilità di rilascio di un’attestazione che valga a titolo di preferenza a parità di merito nei concorsi indetti dal Ministero della giustizia, nonché titolo di accesso al concorso per magistrato ordinario.

  • Riforma del processo civile

Il PNRR fa riferimento:

al potenziamento del ricorso agli strumenti alternativi per la risoluzione delle controversie (arbitrato, negoziazione assistita, mediazione);

ad alcuni interventi mirati sulle varie fasi del processo;

a modifiche in tema di processo esecutivo e procedimenti speciali.

  • Riforma della giustizia tributaria

Per quanto riguarda le misure in tema di processo tributario il PNRR osserva, da una parte, che in questi anni si è accumulato un arretrato preoccupante a livello di contenzioso tributario, e, dall’altro, che le decisioni adottate in Cassazione – quasi una volta su due – si traducono nell’annullamento di quanto è stato deciso in appello dalle Commissioni tributarie regionali, con conseguente ricadute negative in termine di rapidità e correttezza della risoluzione delle controversie. Il PNRR interviene su un “miglior accesso alle fonti giurisprudenziali da parte del pubblico”, sul “rinvio pregiudiziale” e su un “rafforzamento delle dotazioni di personale”, anche “ausiliario”.

  • Riforma del processo penale

Il PNRR interviene:

– su Calendarizzazione delle udienze dedicate all’istruzione dibattimentale e alla discussione finale;

– su definizione di un termine congruo, precedente all’udienza, per il deposito degli elaborati dei periti e dei consulenti tecnici;

– semplificazione di alcune regole della istruzione dibattimentale.

 

Alle riforme orizzontali si aggiungono le riforme abilitanti, destinate a garantire attuazione e massimo impatto agli investimenti, tra cui si annoverano le misure di semplificazione e razionalizzazione della legislazione e quelle per la promozione della concorrenza.

Infine, sono previste specifiche riforme settoriali, le misure consistenti in innovazioni normative relative a specifici ambiti di intervento o attività economiche, destinate a introdurre regimi regolatori e procedurali più efficienti nei rispettivi ambiti settoriali.

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