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Evasometro: controllo su conti correnti e dichiarazioni dei redditi

L'algoritmo dell'Agenzia delle Entrate incrocia i dati dei movimenti bancari con le dichiarazioni dei redditi
per l'individuazione degli evasori fiscali tra i privati cittadini

Evasometro Persone Fisiche

Diventa effettivo proprio in questi giorni il cosiddetto Evasometro sulle persone fisiche, il nuovo strumento dell’Agenzia delle Entrate che, grazie ad una serie di controlli incrociati  tra movimenti bancari e dichiarazione dei redditi dei contribuenti, dovrebbe garantire l’identificazione di irregolarità fiscali con maggiore precisione ed efficacia.

Introdotto nel lontano 2012, durante il Governo Monti, con il nome di Risparmiometro, il nuovo Evasometro diventa operativo soltanto oggi, fine agosto 2019, a causa anche delle problematiche legate alla normativa sulla privacy.

Questo nuovo strumento, insieme alla fattura elettronica e allo scontrino elettronico rappresentano un’importante risorsa per recuperare buona parte dell’evasione fiscale.
Secondo le prime stime, il Fisco prevede di recuperare tra i 10 ed i 15 miliardi di Euro all’anno.

Come funziona l’Evasometro

L’Evasometro confronta i dati dei conti correnti dei contribuenti con i dati delle dichiarazioni dei redditi (nello specifico le spese sostenute) al fine di poter individuare, rapidamente, potenziali evasioni fiscali.

Questo avviene attraverso un algoritmo che permette di incrociare i dati di diverse banche dati per ottenere informazioni molto precise e individuare possibili evasioni fiscali. 

Il sistema tecnicamente è denominato GEODAS (Georeferenziazione dati statistici), un algoritmo già utilizzato per il controllo in ambito societario, che elabora le informazioni contenute nel database Sogei e ricostruisce le posizioni finanziarie.
I dati presi in considerazione si riferiscono a:

  • conti correnti (giacenza media, entrate e uscite mensili, saldo iniziale e saldo finale);
  • carte di credito;
  • conti deposito;
  • buoni fruttiferi e libretti postali;
  • obbligazioni, titoli di Stato, azioni;
  • rapporti fiduciari;
  • polizze assicurative, fondi pensione e fondi di gestione collettiva del risparmio.

I risultati delle analisi dell’algoritmo faranno scattare le verifiche aggiuntive della Guardia di Finanza che avrà il compito di controllare le anomalie rilevate dall’Evasometro.

Sarà, quindi, compito del contribuente fornire le documentazioni necessarie per giustificare le anomalie rilevate dall’algoritmo ovvero “dati e notizie rilevanti ai fini dell’accertamento” oppure “avviare, in caso di accertamento, il procedimento per adesione”.

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